Quarantine Thoughts

Quarantine Thoughts

Ho deciso anche io di concedermi questa challenge. Non sono tipa che fa queste cose, solitamente… Sono andata a vedere le foto che la gente usa sotto questo hashtag, e sono bene o male nella maggior parte foto per mostrare il proprio corpo, il proprio ego, la propria cinta Louis Vuitton.

Io invece, non uso l’hashtag per mettermi seminuda, ma per mettermi a nudo. Adoro le particolarità di linguaggio come questa… vogliono dire due cose completamente diverse ma in fondo dicono la stessa cosa.

Il mio corpo imperfetto, le macchie sul cuscino delle lacrime degli anni passati, la faccia rilassata di chi finalmente ci è riuscito. Il pensiero che solo io ho il potere di cambiare il mio umore, mi fa gioire.

Penso che questa quarantena un po’ mi abbia cambiata, mi stia ancora cambiando, minuto per minuto. Forse perchè non devo rendere conto a nessuno per le cose che faccio, forse perchè sono chiusa dentro la mia bolla di vetro dipinto che è la mia camera, sette giorni su sette, 24 ore su 24, e sento di essere intoccabile.

Fare una foto del genere, mesi fa per me sarebbe stato impossibile… Ma non la sentite anche voi questa evoluzione? Nel senso, che dentro il vostro piccolo possiate permettervi di fare quello che volete e quando lo volete? Sì, anche tu che stai leggendo adesso, sei perfetto, sei perfetta, e non hai nessun motivo al mondo per non essere te stesso/a nei miliardi di modi variopinti che ti vengono in mente. E allora penso, è un buon prezzo per te, Nichi, perdere la monotonia delle abitudini esterne, se questo equivale a far alzare l’amore verso te stessa?

Io delle cose le ho capite, e forse scrivendole le capirò anche meglio. Io ho capito di aver bisogno solo e unicamente di me stessa, e di nessun altro. Gli amici, gli amori, la famiglia, a volte sono solo cose aggiuntive che fanno parte della tua vita e la rendono meravigliosa. Ma l’integrità mentale, l’autostima, l’amore che si può provare per sé stessi e verso il proprio sapere, le proprie capacità, a cui si è arrivati passo per passo, guerra su guerra… Non è questa una cosa sensazionale?

Riguardo le foto scattate nella mia camera, e per la prima volta dopo una decina di anni, mi vedo bella. Non bella davvero, ma bella per me. Che è un traguardo comunque altissimo! Mi guardo e penso di meritarmi il meglio. Guardo le mie gambe forse troppo muscolose e voglio bene a loro, alla parte del mio viso che mi piace di meno, a tutti i difetti che ho sempre trovato nel mio corpo.

Amo le mie capacità, il fatto di essere una creativa, di essere cresciuta così tanto nell’ultimo periodo della mia vita, che se potessi, mi abbraccerei da sola. Situazioni per cui avrei passato la serata a piangere, si sono trasformate in momenti in cui niente ha il sopravvento su di me, momenti in cui ballo davanti allo specchio con la mia canzone preferita nel 2008 e sorrido al pensiero di avere alcune delle mie persone preferite sempre pronte a starmi accanto, ma che comunque, anche chiusa nella mia stanza, so stare sola anche con me stessa.

Io questa quarantena l’ho iniziata a Gennaio. Ho preso una brutta influenza, di quelle forti che stavano prendendo molte persone in quel periodo. Sono sempre stata forte fisicamente, non mi prendevo la febbre da quando ero piccola. Ma quest’anno è successo. Da Gennaio a Marzo ho fatto delle cure per recuperare a quello che l’influenza aveva provocato. Sola in casa tutto il giorno, mentre la vita degli altri correva ininterrotta. In quel periodo ho imparato ad apprezzare una cosa che non sopportavo più: la mia casa. Quando rimanevo una giornata senza uscire, sentivo i demoni del mio passato aggrapparsi alle mie caviglie, e rendermi il passo sempre più pesante, insieme alle palpebre, con lo strisciare via della voglia di vivere.

Da Gennaio a Marzo questo è cambiato. Ho imparato ad apprezzare ogni cosa si potesse fare dentro casa, ed è stata come una rinascita, la mia preparazione alla quarantena. A fine Gennaio sono andata in ospedale per una semplice visita di routine, il giorno stesso l’influenza mi ha abbracciata e non mi ha lasciata per un po’. Il 7 Marzo sono uscita dall’ospedale con un sorriso disteso fino alle orecchie, il cd in mano della mia Radiografia che confermava fossi in perfetta salute. Ho fatto colazione fuori con mia mamma, ed è stata una giornata indimenticabile. Andavo in giro saltellando, con gli occhi lucidi, dopo un lasso di tempo che mi sembrava infinito a non riuscire più ad immaginare come sarebbe stato rivivere la vita normalmente. Due giorni dopo, tutta l’italia in zona rossa. Eh che cazzo allora. Ma io ero pronta, io ero già preparata a tutto questo, solo che in questa seconda parte avrei avuto compagnia, e niente da perdere.

Io ci sono già passata una volta, questo è solo un remake più apocalittico e di gruppo! Credetemi che, la Nichi che saltella con le lacrime solo per il semplice fatto di stare bene, saremo tutti noi una volta finita la pandemia. E sarà bellissimo. E ci emozioneremo per le cose più semplici. Le torte e le pizze le faremo con gli amici, ci baceremo nei vicoli come dei quindicenni e tornerà tutto come prima, ma con una consapevolezza dieci volte maggiore.

Siate voi stessi sempre, perchè siete il vostro compagno di vita, e avete il privilegio di plasmarlo da voi.

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