Persone

Persone

Ci sono io. E poi ci sono altri come me, o quasi… Caratteristiche diverse ci contraddistinguono, che tu sia alto o che sia basso non importa, che tu sia femmina o maschio non fa differenza, che tu sia biondo o bruno non cambia.

Voglio stare bene in compagnia di me stessa, ma grazie a questo voglio attirare persone alla mia stessa frequenza, lunghezza d’onda, chiamala come vuoi.

Non è un desiderio, non è un bisogno, è un’eccitazione al fatto che potrei trovare qualcuno che corrisponde.

Sono a letto e sento una scarica di adrenalina in tutto il corpo, ma che in qualche modo riflette una pace silenziosa e immensa.

Sono su una collina verde, c’è quel sole che ti scalda il viso quando non hai né caldo né freddo, di quelli proprio belli che ti fanno ringraziare per essere vivo e momentaneamente in un posto senza smog. Quel sole che si alterna al soffio primaverile del vento, che ti muove qualche ciuffo ma che tiene fermi i bulbi oculari sotto la palpebra, un vento che non spaventa e non ti sorprende, ma quello che piace a me, che ti avvolge come se ti sfiorasse da sempre con una rincorsa talmente lenta da scioglierti il cuore, una carezza.

Voglio attirare a me persone che possano godere di questo, che riescano a soffermarsi, senza se e senza ma, senza ‘non perdiamo tempo’.

Cerco quelle persone che vedano momenti e luoghi come un’attività. Non so se mi spiego, quando sono dall’altra parte del mondo e vedo una foresta, voglio sedermi in un punto ad osservare quello che ho intorno, a soffermarmi sulle sfumature, a pensare al fatto che se fossi stata lì in un periodo diverso dell’anno ci sarebbero stati colori diversi. Voglio pensare a quante ne hanno passate quegli alberi, a quanta gente pazza come me hanno smosso un qualcosa di felice. Voglio sentire il profumo del luogo speciale in cui mi trovo, per tenermelo per sempre nei ricordi.

Voglio i momenti morti. E non sto pensando al non fare niente, al poltrire aspettando che succeda qualcosa, non sto parlando della negatività di non cercare il tuo percorso.

Sto parlando dei momenti morti vivi. Come la natura morta nei quadri, che pur essendo là, immobile e muta, ad alcuni riesce a sussurrare un’infinità di cose. Voglio che mi si cerchi per fare una passeggiata, senza spese, senza obiettivi. Voglio che qualcuno sia elettrizzato come me nel sentire i piedi nella sabbia d’inverno o soffermarsi sul profumo dei fiori prima che inizi la primavera.

Voglio poter sorridere a tutti i cuccioli, a tutti i bambini che mi appaiono davanti, e girarmi verso chi ho intorno e notare che hanno la mia stessa espressione.

Vorrei che fossero aboliti certi obblighi sociali. Quando vedersi con il proprio ragazzo, in che situazione incontrarsi, obblighi morali in cui se non esci il sabato sera, non superi una soglia d’orario e non bevi un certo numero di bicchieri sei proprio uno sfigato del cazzo.

Vorrei quelle nottate in cui magari si è buttati in una macchina al freddo in un parcheggio, ma potrebbero passare le ore chiacchierando del più e del meno. Quelle volte in cui “andiamo a fare un giro in macchina” nasconde migliaia di argomenti e stelle sopra la testa e non la noia di un momento poco utile.

Vorrei il bello di fare qualcosa per cui ci si sente felici e al caldo dentro al petto, e non il fare qualcosa perchè lo vedano gli altri.

Che sia condivisione e non vanto, nel caso. Non spiccare tra le trenta storie in discoteca la domenica mattina, ma chiudere gli occhi e godersi il momento, se è quello per cui si è felici.

Ora sono a letto e sono le 05:31 del mattino. Non voglio rileggere quello che ho scritto sopra perchè non voglio che il fiume di parole che ho in testa svanisca. Quindi sará grezzo e bello così com’esce.

Ho bisogno (‘sta volta forse è proprio bisogno), delle attenzioni genuine, di quelle che darei alla persona che amo, quelle che fanculo ci sono mille contro e mille cose che mi dicono di no ma chi se ne fotte, se vuol dire un altro momento e un altro respiro con quella persona ci vado anche se sembro sottona.

Nella mia vita mi son sempre sentita un’Ariete pura, testarda, vicecapo del club dei duri alle elementari, che insinuava idee fantastiche (per me) di gruppo e angosciava gli altri per metterle in atto, perchè sarebbero state di sicuro divertentissime. All’asilo invece, un po’ prima, ero quella timida a cui il padre come rito baciava le lacrime prima di varcare la porta della classe brutta. Un po’ dopo sono stata quella forte, che doveva prendersi le proprie responsabilità, che nonostante avesse una decina d’anni si sentiva tutto il peso del mondo addosso, che doveva occuparsi delle espressioni della propria mamma, perchè magari se ci fosse stato qualcosa che non andava avrebbe potuto fare qualcosa. Dovevo occuparmi della gente che camminava nei miei paraggi nel corso della mia strada, perchè non potevo fidarmi, dovevo proteggere le persone che avevo intorno. Poi sono stata quella vulnerabile, quella ingrassata per un incidente di percorso con lo sport, e che da lì ha perso il 50% del suo essere. Non mi interessa parlarne, ma dopo essere caduta nell’oceano per un solo momento di errore, ho avuto un calo di vita, ho fatto finta di provare a nuotare, ma poi mi sono chiesta, a che scopo? Mi stavo adagiando sul fondo, finchè uno schiaffo mi ha svegliata, non ricordo da chi o perchè, o se la mano fosse stata magari la mia. Ma mi sono rialzata e ho lavorato su tutto il fottuto tempo perso nel tratto di strada in cui se avevo troppa fame o troppo poca la mia famiglia mi guardava come se fossi la vittima di turno con problemi alimentari che non ho mai avuto. Al posto di chiedermi cosa succedesse nella mia vita e cosa mi frullasse nella testa, mi guardavano male e basta, con quella faccia da cani bastonati a cui “dispiace” senza sapere neanche di cosa…. eh l’adolescenza, la società, certo.

Voglio eliminare tutto questo e fare come se nella mia vita non ci siano state esperienze coinvolgenti il tanto da rovinarmi o cambiare la mia mente. Voglio vivere come se il bello fosse l’unica cosa importante.

E intendo TUTTO il bello. Anche quello pauroso!

Il mare che è la miglior medicina, l’abbraccio di una madre, l’abbraccio di un padre, l’abbraccio di un bambino. Correre con un cane, scorrere il dito sulle parole di un libro, provare il panico di una discesa ripida sulle montagne russe.

Preoccuparsi per un rumore in aereo, e poi sorridere perchè ti ricordi di averlo sentito altre 72 volte quest’anno, fissare la prossima destinazione che raggiungerai buttata su una sedia davanti al gate.

La canzone che ti piace in questo momento, le risate con i tuoi amici, gli amici nuovi che incontrerai e le idee che ti verranno per soddisfare le necessità della tua felicità.

Che senso ha tutto questo? Che cazzo ne so! Sono sotto antibiotici, sono le 05:46 e devo aspettare altri 14 minuti per prendere il giro di pastiglie delle 6.

Ma sono felice, sono felice perchè sto finalmente bene da sola, sono stata due settimane a casa con il via vai di mamma che mi ha convinta ogni giorno che l’amore esiste ed è IMMENSO. E questa pausa dalla vita esterna mi è servita un casino per capire che puoi non avere niente con te, puoi passare le giornate da sola, ma se stai bene dentro stai bene in qualunque situazione.

E quindi datemele queste altre persone come me. Datemi le persone che stanno bene con loro stesse, che hanno dei cali di autostima allucinanti ma la forza di raccontare, e di capire che in realtà sono momenti passeggeri che ti insegnano qualcosa in più. Datemele le persone che si godono un abbraccio lungo, e quelle che possono stare 20 minuti in silenzio davanti a un tramonto con il sorriso stampato in faccia, senza bisogno di dire una sola parola.

Datemele le persone felici, che io la mia felicità ora la regalerei al mondo intero.

Mancano due minuti alla sveglia per l’antibiotico, e ho appena finito di rileggere quello che ho scritto. Che schifo! Mi viene da ridere, ho usato mille ripetizioni, cose a caso, discorsi lanciati come si lanciano dei dadi sul tavolo, ma mi piace. Questa sono io alle 05:59 del mattino, ed è una figata così com’è.

6 Replies to “Persone”

  1. Nicol hai così tanta voglia di vita che mi commuovi hai espresso tutto molto bene.credo che molte persone mi ci metto anche io sarebbero migliori se fossero più libere un po’ come i bambini i primzi
    i anni di vita t vb

  2. Bella così come sei, genuina , vera , spontanea, chi ha sofferto tanto sa’ cogliere i momenti più veri e le cose essenziali della vita ,ho letto tutto e mi sento come te ,a volte manca la forza ma bisogna sempre non smettere di cercarla , la bellezza della vita e delle cose semplici e non smettere di abbandonarsi all’Istinto che ci guida verso le persone vere e autentiche , se solo tutti buttassimo la maschera vivendo di semplicità sarebbe un mondo migliore buona giornata da Marrakech cara Nicol

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