Riflessioni Ser(r)ali

Riflessioni Ser(r)ali

Mi trovo seduta in una panca di legno, il mio iPadPro è appoggiato su un tavolo, o meglio tre tavole, unite insieme. Questo posto mi suscita molti ricordi, mi trasmette molta pace e soprattutto molta creatività. Tra una parola e l’altra passo i pollici della mano sulla barra spaziatrice, mi concentro un millesimo di secondo sul materiale liscio, mentre le frasi scivolano dalla testa alla mia bocca, per poi gocciolare sulla punta delle dita. Sento i miei polmoni che si rigenerano inconsapevolmente in mezzo a così tanta natura, e sento l’autobus di linea che passa ogni qualche minuto, al di là della siepe. Qualche turista ridacchia accanto a me, appoggiando le labbra ancora curve su un bicchiere di Spritz. Mi fermo un secondo. Ci siamo seduti e abbiamo dimenticato di ordinare il nostro caffè. Mi alzo un attimo, aspettami, faccio in fretta.

Mentre cammino verso la postazione in cui siamo seduti con i due bicchieri biodegradabili, le lucine appese ad un filo si accendono, quasi per mostrarmi la via del ritorno: eccomi di nuovo! Sorseggio lentamente il mio macchiato e mi gusto ogni granello di zucchero di canna rimasto sul fondo, passando la lingua sul palato per assaporare il retrogusto amaro rimasto sulle pareti della bocca… che invenzione, il caffè.

Un chiacchiericcio silenzioso si alza intorno a noi, ma solo se ti ci concentri. Due bambini corrono lungo il vialetto, inseguiti da i genitori. Vogliono giocare con l’acqua della fontana a tutti i costi, mentre i genitori si focalizzano già su i raffreddori e la febbre da curare.

Sono le 19:14, e io sono felice. Sorrido, e un brivido mi percorre la schiena.

Non so che scrivere, allora mi concentro sul pensiero che ultimamente aleggia negli ultimi mesi: la mia vita e come migliorarla. (No, non è il titolo di un manuale)

Di sicuro ora tutto fila liscio, come il mio tatuaggio sul polso prevedeva: dopo una serie di ostacoli, la mia vita sta filando come un pettine su dei capelli morbidi e districati, prima colmi di nodi. Amo viaggiare, e lo sto facendo: Ho solo ventun’anni e nell’ultimo anno ho visitato molte città in Italia (cosa non scontata per chi vive in un’isola), Marrakech, Parigi, Helsinki, Tallinn, Malta, Il Cairo, Londra, e da qui a un mese farò un altro viaggio, il più distante da casa. Ma il Mio viaggio quale sarà? Quante culture avrò scoperto tra 20 anni? Quante lingue avrò imparato? Quante parole nuove e quante amicizie avrò stretto?

Amo la mia vita, e con qualche piccolo aiuto sto provando anche ad amare me stessa.

Nichi è arrivata fino a qua, Nichi ha compiuto un grande percorso per migliorare sè stessa e lo farà per sempre. E’ una promessa che penso tutte le persone dovrebbero fare alla propria persona, per il loro bene e quello degli altri.

Il mio testo riflessivo prende forma, e ora per una volta mi concentro a pensare a me.

Chi sono? Cosa dico quando mi chiedono come mi chiamo? O se devo registrarmi in qualche museo o in qualche sito? Sono Nicol, Nicol senza la “e”, perchè mio papà voleva mettermi un nome all’italiana. Solita solfa per chiunque. Solita storiella sul fatto che grazie a questa riduzione, quando ero piccola sbagliavano tutti l’accento. “Nìcol” mi chiamavano. Alcuni membri della mia famiglia (se tu sei uno di loro ora forse starai sorridendo), imitano ancora le maestre dalla voce squillante per prendermi un po’ in giro. Nichi è Vans ai piedi e collane abitudinarie come una seconda pelle, Nichi è gomma per cancellare e matita bordeaux dietro in ogni occasione, camera in spalla. Ma cosa sarà Nichi?

In alcune situazioni mi sento colta, come quando le persone non conoscono le piante che le circondano e io puntualmente li informo sul loro nome o su qualche caratteristica interessante. Mi sento colta quando si parla di arte, di pittori, di grafica o di fotografia. Ringrazio mio fratello per questo, ringrazio (un po’ meno) la scuola dove ho studiato o il mio ragazzo, per non avermi lasciato sola in questo campo ma per essere entrato nella mia vita ed avermi insegnato il suo modo di fotografare, molto diverso dal mio. Mi sento una guida quando si parla di aiutare gli altri, di spiegargli come fare ad andare avanti, basandomi sulle mie esperienze, magari utilizzando la legge di attrazione che a me, personalmente, ha aiutato tanto. Mi sento fiera di questo corpo in cui abito, perchè è riuscito a risollevare diverse persone da situazioni difficili, ma a volte un po’ meno per essersi preso poco cura di sè stesso nelle medesime scene.

Ho parlato con una persona che cerca di aiutarmi a capire la causa dei miei complessi inutili e a risolverli, e ho scoperto di essermi dovuta prendere carico di certe responsabilità ad un’età troppo morbida, e ora non riesco a non sentirmi in colpa per vari avvenimenti seppur non essendone la causa. Ma sto lavorando anche a questo.

E’ in situazioni come questa che l’Universo è più semplice da gestire. Parlo di Universo come se fosse la mia religione, parlo di Universo come qualcosa di immenso che lavora in unisono con i tuoi pensieri per mettere insieme i pezzi del puzzle che è la tua vita.

Nel momento in cui sono tranquilla mentalmente, ogni cosa si posiziona al proprio posto e mi da la possibilità di AGIRE.

Esempio stupido? – Chiamala coincidenza, ma quelle che tu chiami in questo modo sono semplicemente l’Universo (o Dio, Buddha, Allah, Astrubale, chiamalo come vuoi) che reagisce ai tuoi continui pensieri e ti invia le soluzioni. Semplice come ordinare un pacco da Amazon! – Comunque, il mio Kobo (eReader) si è rotto, e volevo prendermene un altro, in vista delle decine di ore di volo che mi aspettano. In questo momento sono a Bologna, per il diciottesimo compleanno di mia cugina Elisa, e alloggio dalla mia famiglia. La scorsa mattina, appena svegliata, scendo al piano di sotto a prendere un caffè, e mi soffermo a chiacchierare con mio zio. Mi torna in mente questo pensiero, e gli chiedo se conoscesse dei negozi di elettronica in città per andare a cercare delle offerte convenienti. Lui mi presenta davanti agli occhi il suo cellulare con un messaggio sullo schermo, con un’offerta del 20% su tutti gli articoli, con la scadenza data il giorno stesso. Mi passa la sua carta cliente, e qualche ora dopo, per “coincidenza”, avevo il mio nuovo Kobo, pagato ben 40€ in meno del costo fisso, prezzo che nessun sito raggiunto tramite le mie ricerche poteva offrirmi.

Quando sei felice, quando stai bene, attiri solo felicità e cose che ti fanno stare bene, è un dato di fatto.

Nichi era una bambina a cui sono state insegnate certe cose fin da piccola, cose che la sua mente più malleabile e priva di “restringimenti da società” ha potuto apprendere con più facilità.

Ed ora eccomi qui, a dirvi che la vita è piena di concetti che non potete neanche immaginare, a dirvi di informarvi anche in quello che vi sembra strano e inconcepibile, a dirvi di confrontare le vostre idee con quelle degli altri, e non ad escluderle dal vostro recinto mentale, perché esiste un modo facilissimo per raggiungere ogni obiettivo microscopico o abnorme che sia, e tutti possono apprenderlo e farlo proprio. Ed eccovi un bello slogan finale alla Disney: Tu puoi fare qualunque cosa tu voglia, se ci credi davvero.

-cosa? –

Qualcosa mi distrae, e solo ora alzo la testa dallo schermo. È buio, e le lucine che prima mi hanno accompagnata lungo il vialetto, ora in contrasto con il cielo notturno sembrano stelle. Angelo è tornato dalla piccola serra di vetro contenente il bar, e ha portato qualcosa per riempirci lo stomaco. Scusatemi, ma per momenti del genere bisogna brindare! Stacco.

-Nichi del presente, dalle Serre dei Giardini Margherita, Bologna. (12.10.19)❤️

8 Replies to “Riflessioni Ser(r)ali”

  1. Ma quanto posso essere orgoglioso? Nicol senza e!!! C’è tanto significato in queste righe per chi ti conosce veramente, e io ho le lacrime agli occhi. Mi emozioni. L’unica cosa che non riesco a capire è di cosa tu ti possa sentire in colpa. Sei la mia vita. E siccome tu sei questa, io sono orgoglioso anche di me stesso. Ti amo piccolina…

    1. Che devi essere orgoglioso di te stesso (se lo sei di me) è ovvio, perchè devo tutto quello che sono a voi, mi hai insegnato cose nella vita che mi hanno aiutata e mi aiuteranno in tutte le situazioni. Sei e sarai sempre il mio porto sicuro quando avrò bisogno di consigli o solo di un po’ di coccole❤️ ti amo papo❤️❤️

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