#sempreunagioia

#sempreunagioia

E tu come idealizzi il lunedì? A cosa pensi quando a inizio settimana tocchi lo schermo del telefono e appare un orario contenente un numero troppo basso rispetto al 23 o un giorno troppo lontano dal week-end?

Vi siete mai chiesti perchè? Io credo di sì, quasi vi immagino, chiunque voi siate, ad aprire gli occhi con la sveglia fastidiosa a inizio settimana e in una lamentela, strascicare un “ma perchè???”

Perchè bisogna per forza svegliarsi con il malumore di andare a scuola, all’università, a lavoro, a fare una cosa che non vi piace fare?

Perchè rimandare la vostra felicità come fareste per sempre con la sveglia del lunedì mattina?

Se ci pensate le persone in media lavorano per la maggior parte della loro vita, e questo viene visto come un traguardo prestigioso.

Continuo a vedere gente che si vanta di avere un contratto a tempo indeterminato, quando io, a pensare al fatto di dover lavorare quasi per sempre sulla stessa cosa, mi sento soffocare.

O meglio, al fatto di dover lavorare in un posto che non apprezzo, in cui vado controvoglia.

Inizialmente, per quasi tutta l’infanzia, vedi come un sogno il fatto di finire la scuola, un miraggio lontano, un orizzonte da raggiungere, e poi sbatti le palpebre e ti ritrovi diciottenne, alla fine delle scuole superiori. E un vuoto incombe dentro di te. La paura.

E adesso? Se mi concedo un anno sabbatico perdo la voglia di studiare. Se riprendo subito con l’università sarò più carico ma… con l’esame di maturità non ho avuto ancora tempo di pensare bene a cosa voglio fare della mia vita, però mi iscrivo lo stesso, nella facoltà che a occhio e croce mi sembra più adeguata, perchè a giorni le iscrizioni chiudono. Poi si vedrà.

Sbatti di nuovo le palpebre e ti ritrovi davanti a un’altra sveglia, sono le 5 del mattino e devi prendere il treno delle 6 per raggiungere la città grigia in cui studi, e non ti senti felice, la lamentela sta sempre accomodata sulla tua lingua ad attendere che apri la bocca.

Chiudi gli occhi, li riapri e sei laureato. Hai speso tutti quei soldi e anni della tua vita per questo grande traguardo, che per 3 o 5 anni hai inseguito come se fosse la vittoria più importante che potrai mai raggiungere.

Sei fortunato se hai fatto la scelta giusta, se ami studiare quello che la tua facoltà ti offre, se hai già un piano di vita in cui non vedi l’ora di tuffarti, e soprattutto se l’università ti farà da trampolino proprio per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ma se invece hai preso una decisione con la mente distratta dalla fretta e non hai fatto la scelta giusta? Se spendi tutti quegli anni della tua vita per poi trovarti a mani vuote e bocca asciutta?

Il mio consiglio, amici miei, è di non fare quello che la società vi impone solo per non deludere i genitori o le persone che vi stanno intorno. Non fraintendetemi, non dovete stare senza fare niente, ma al contrario, impegnarvi per far sì che i vostri sogni diventino realtà, che la vostra felicità non debba più essere inseguita e che diventi invece palpabile, e con palpabile intendo una bella taglia 5a, che ti basta per tutta la vita senza consumarsi mai.

Va bene quindi un lavoro magari meno apprezzato ma provvisorio per permettervi gli strumenti per costruire le scale della vostra vita, ma vi prego, non lasciatevi inghiottire da una professione che odiate solo per sopravvivere. Sopravvivere non è vivere.

Lavorare troppo e con persone che non fanno altro che spingervi in basso fa ammalare. Lo stress fa ammalare, e rovina i rapporti maturi creati con le persone esterne al lavoro, rendendoli marci. Non è giusto. Perchè dovrebbe esserlo?

Vi pagano per il vostro tempo, e il tempo è la cosa più importante che abbiamo. Avete mai provato a pensare alla vostra vita come un grande timer? Rifletteteci un po’ sù, utilizzereste il vostro tempo allo stesso modo se sapeste quanto ne manca alla conclusione della vostra vita? Credo di no. Probabilmente sarebbe una corsa a chi esplora di più, a chi vede più posti nel mondo, a chi fa più esperienze… e non a chi ha il lavoro meglio retribuito.

Non è un videogioco, non potete mettere in pausa e soprattutto, NON POTETE TORNARE INDIETRO.

Spremete le meningi, lavorate magari temporaneamente a qualcosa che vi permette di arrivare all’occupazione dei vostri sogni, che vi pagherà non solo in soldi ma anche in felicità e in tempo ben speso e soddisfacente.

Ieri ho visto un video in cui veniva citato uno studio del professor Shawn Achor, uno dei principali esperti mondiali di potenziale umano, che ha compiuto ricerche e tenuto conferenze in oltre 40 paesi, cercando di indagare sul collegamento tra successo e felicità. Dimostra che il 75% dei successi nel lavoro sono dati dal livello alto di felicità delle persone. Solo questo ci fa rendere conto dell’importanza di trovare un lavoro che si ama.

Anchor spiega che nel momento in cui abbiamo un atteggiamento mentale positivo, diventiamo più creativi, motivati, energici e produttivi sul lavoro. Non si tratta soltanto di ipotesi.

Inoltre la felicità, se proprio volete saperlo, allunga la vita, e non è mai troppo tardi per scegliere di essere felici, non è mai troppo tardi per scegliere di cambiare il proprio destino.

Cambiamo la mentalità solita di inizio settimana con la curiosità di scendere dal letto per scoprire cos’altro ci aspetta. Cambiamo il #maiunagioia in #sempreunagioia.

2 Replies to “#sempreunagioia”

  1. Amore mio, sai bene come la penso, e sono quasi completamente d’accordo con il tuo pensiero. La felicità è il bene più importante che dobbiamo rincorrere, ma con la consapevolezza che a questo mondo, per quanto dovremmo non considerare troppo il luccichio del possedere, dobbiamo fare i conti con il dio denaro, che è quello che ci consentirà di arrivare a raggiungere i nostri desideri. Certo è necessario trattarlo con il giusto distacco, ma dobbiamo sapere che non possiamo prescinderne. Per farlo dobbiamo porci un obbiettivo. Il nostro obbiettivo. E non quello di qualcun’altro. E solo allora potremmo tracciare un percorso che conduca al traguardo che ci permetterà di raggiungere la felicità. La strada però, per quanto noi la possiamo tracciare dritta, prenderà inevitabili pieghe che la vita stessa definirà. Ecco, quelle pieghe dovranno essere il nostro tesoro, la nostra esperienza. E seppur negative, le dovremmo accogliere con distacco e con la giusta maturità per non permettergli di poterci far deviare di nuovo C’è un dipinto di Tiziano che rende bene l’idea del concetto del tempo. “L’allegoria della Prudenza” Raffigura 3 teste umane. Rappresentano la Giovinezza, la Maturità e la Vecchiaia. Il motto che le accompagna racchiude il loro significato “Sulla base del passato, il presente prudentemente agisce per non guastare l’azione futura”. Questa è anche la mia visione del tempo, tempo a te caro in questo articolo. Il tempo va gestito con testa, cuore ed anima, con il giusto equilibrio. Il presente è poco più di un attimo che non facciamo in tempo a pensare che è già passato. Il passato è ciò che dobbiamo guardare come esempio perchè il nostro futuro (che è quella parte di tempo che tiene stretto tra le braccia il nostro obbiettivo) sia come lo desideriamo. La felicità è la capacità che avremo di percorrere la nostra strada con serenità, certi che quanto ci siamo prefissati, se lavoreremo sodo, prima o poi arriverà. E questo cancella ogni stress. Hai ragione tu, è lo stress il grande male del nostro tempo, e dobbiamo imparare a tenerlo lontano. Ma sappi bambina mia che non è facile e che servirà tutto l’impegno possibile. Durante il cammino, che tu descrivi benissimo, dobbiamo imparare ad accettarci, saper rinunciare ai rancori, e saper dire sempre alle persone che amiamo “ti voglio bene”. Sei ormai una donna matura. Ti voglio bene bambina mia.

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