Sii gentile, sempre.

Sii gentile, sempre.

Ho aperto questo blog anche per poter esprimere quello che provo, tutto ciò che mi sono sempre tenuta dentro per un motivo o per l’altro.

La mia vera nudità è questa, non quella sotto i vestiti che indosso.

Sono ormai ore e ore che continuo a piangere senza trovare un respiro limpido che non sia bloccato da un tremore o da un dolore al petto.

Ogni persona ha un segreto, un segreto profondo che custodisce tra sé e sé, che non rivela neanche all’amico più caro o alla persona più vicina.

La cosa più difficile da capire, anche per me stessa, è che la vita può essere la cosa più semplice e bella che potessimo desiderare, ma nessuno ci ha dato le istruzioni per capire come superare gli ostacoli o per come muoverci in certe situazioni.

Lo sapevate che all’inizio del 2017 sono stati registrati 322 milioni di depressi al mondo? E lo sapevate che in Italia sono 2,8 milioni?

Il fatto è che la gente, se lo sei, la maggior parte delle volte non se ne accorge.

Ho avuto un periodo davvero brutto nella mia vita, di cui la mia famiglia non era praticamente al corrente, e forse non lo è neanche ora. Si parla soprattutto di periodi in cui si è fragili, ma che poi ti rimangono per sempre… cosa intendo? Che “grazie” a quel periodo, nonostante ora reputi la mia vita completa di tutto l’amore e la felicità che avessi mai potuto desiderare, ho giornate in cui piango, piango e piango senza riuscire a controllarmi, percossa da una paura che mi paralizza, paura che quel periodo, proprio adesso, possa tornare a soffocarmi.

Non sono di certo il dio di nessuno, e magari non posso abbassare la percentuale delle persone infelici nel mondo, ma posso chiedervi, per favore, di evitare alcune piccole cose che soprattutto ad una certa età, possono far traboccare il vaso e portare a situazioni strazianti.

Ora non voglio puntare il dito su nessuno, ma al contrario sperare che chi si trova in questa situazione, capisca che il pensiero negativo che magari sta per uscire dalla propria bocca, può essere soppresso.

Sono sempre stata una persona sportiva, ho provato attività di ogni tipo… e quell’anno in particolare mi sono fatta male, e mi sono fermata durante il periodo dello sviluppo. Immagino non ci sia bisogno di spiegarvi cosa sia successo, ho preso parecchio peso.

Ma quello sinceramente non sarebbe stato un problema reale (poichè ci si impegna e si dimagrisce), se non fosse stato per gli sguardi, per le parole dette sottovoce e le risate che mi fecero rendere conto di essere oggetto di presa in giro.

Il problema è che la gente a volte non si rende conto di cosa possa causare una parola durata mezzo secondo detta a una persona in una certa condizione. Poichè se sono qui a raccontarvelo, almeno sette anni dopo, vuol dire che mi ha segnata. Che sia la persona che ha detto in un bisbiglio in corridoio che non potessi permettermi di indossare un paio di jeans, o quella che diceva che non avrei mai potuto avere un ragazzo, il problema rimane sempre immobile, bloccato nella stessa situazione: il “non pensare prima di parlare

Non potete mai, e dico mai, nonostante l’apparenza, sapere cosa sta passando una persona. Che abbia problemi fisici, psicologici, che si senta sola nel mondo… La chiave è essere gentili SEMPRE, perchè voi non potete sapere contro cosa sta lottando nella sua testa.

Dopo essermi ripresa ho cambiato il mio modo di vedere la gente. Anche nel momento in cui si presentavano sgradevoli nei miei confronti, io cercavo sempre di essere positiva. Se noti qualcosa di piacevole in una persona, e sai che potrebbe farla stare bene, diglielo.

Evitate invece i commenti antipatici della serie “ti vedo ingrassata“, fanno solo male e non aiutano mai.

Non c’è stata una persona dopo quel periodo, che incrociando la mia vita con la sua, non avesse in una determinata situazione ricevuto una mano in un momento fragile.

E non è difficile. Ma sapete quanto era bello sentirsi dire fossi cambiata in meglio dopo un periodo così ripido? Se notate che una persona si sta impegnando per qualcosa, se notate anche solo un minimo cambiamento, che sia più carina o solare oggi rispetto a ieri, fateglielo sapere, perchè come una parola negativa può cambiare una vita, lo può fare anche una parola buona.

Questi miei ultimi anni sono stati anni di cambiamento.

La mia partenza a Bologna è stata una grande via di fuga, volevo scappare assolutamente da una sofferenza che mi stava soffocando, da una claustrofobia mentale oppressiva. E’ stato un anno in cui sono cambiata, in cui ero da sola ma mi sentivo felice, mi sentivo libera da un regime di vita basato sul giudizio e sull’egocentrismo.

Mi piace sempre ricordare i primi giorni di università a Bolo, in cui le persone si sedevano di loro spontanea volontà vicine a me solo perché notavano fossi ancora senza libro. Sembra una cosa stupida, ma quanti di voi lo farebbero senza nessuna richiesta? Se ci fosse un ragazzo senza libro, a quattro o cinque file davanti a voi (e le aule dell’università di Bologna sono grandi), vi spostereste dal vostro gruppo di amici per permettergli di seguire la lezione?

Da quel momento sono rinata, ho iniziato a vedere tutto intorno a me in modo più leggero, più colorato. Mi svegliavo la mattina con la voglia di lanciarmi nella vita, di ridere, di innamorarmi, di fare le cazzate che puoi permetterti di fare solo a quest’età, di rivolgere il viso al sole e ad occhi chiusi ringraziarlo per l’energia che ti sta dando. Ho ripreso a viaggiare più frequentemente, a vedere che è pieno di persone che stanno molto peggio di noi ma che rimangono imperterrite con il sorriso sulle labbra, bambini in mezzo allo smog talmente forte da farti sanguinare il naso, ma con la risata pronta davanti ad una fotocamera, la ricchezza del cuore dei finlandesi fieri di credere in Babbo Natale fino alla vecchiaia, la bellezza dei paesaggi ancora da vedere in tutta la superficie terrestre.

Amo Alghero, incondizionatamente. I suoi tramonti nel cuore mi illuminavano l’assenza del cielo roseo nel centro della grande città. Il suo problema infatti non sta nel suo essere, ma negli esserini che l’hanno invasa. Sarebbe come dare la colpa al pianeta Terra per l’inquinamento.

Mi auguro con tutta l’anima che questo periodo non si sfumi inutilmente. Mi auguro che certi avvenimenti siano stati scritti nel destino di tutti, in modo da cambiare il futuro della nostra città e della condizione umana, così da ringraziare chi ci ha lasciati non sentendo un vuoto ma un qualcosa di finalmente colmato. Che ognuno si guardi dentro e capisca che può cambiare atteggiamento, che può scendere da una scala di grado formata dall’ego e non ritenersi mai superiore a nessuno, ma sentirsi immenso nel gesto di aiutare una persona che ha bisogno.

Questo articolo è per voi, che avete dato la vita per Tutti noi. Grazie.