Il Cairo – my Thoughts

Il Cairo – my Thoughts

Il Cairo? Amore ad ultima vista. Cioè? Cioè che l’ho capito solo dopo averla vissuta.

In questo articolo voglio smentire tutte le stupidaggini sperperate sul web sulla pericolosità degli egiziani.

Nel momento in cui sono arrivata sopra il Cairo con l’aereo, avevo l’ansia a mille, quella che non ho mai quando sto per arrivare in un posto nuovo. Ero nervosa sulla settimana che avrei passato in Egitto… Ma fortunatamente tutte le mie paure sono state spazzate via immediatamente quando mi sono ritrovata circondata da brave persone, viste e angoli spettacolari e millenni di storia affascinante.

Gli sguardi degli egiziani erano intensi… ma hanno incrociato solo i miei occhi.

Dopo aver messo in chiaro che è stato un viaggio tranquillo, posso iniziare con il mio feedback: Siamo arrivati verso sera nell’aeroporto del Cairo, e abbiamo subito provveduto ad acquistare il visto ($25) e la sim egiziana (€8, 20GB per 7 giorni). Abbiamo chiesto alla ragazza del gestore telefonico cosa ci convenisse prendere per arrivare nel nostro primo albergo: Uber è stata la risposta e la nostra soluzione per tutta la settimana! I taxi locali sarebbero costati di più, e vedendoci “not local” avrebbero provato a tirare i prezzi il più possibile. Uber invece ti da un importo sicuro già prima di prenotare una corsa, e le recensioni non mentono: abbiamo sempre trovato persone gentilissime, sia che parlassero solo arabo (riuscivano a farsi capire), sia che parlassero l’inglese alla perfezione, cercando di farci divertire con le playlist più varie.

La cosa che vi spaventerà e stancherà di questa grande città da 19 milioni di abitanti saranno di sicuro lo smog e i clacson. I clacson soprattutto. Mari di clacson, di mattina, di sera, di notte. Dovrete rischiare la morte per attraversare la strada, ma la verità è che sono attenti e che per quanto siano spericolati, non abbiamo mai visto in tutta la durata del viaggio, nessun tipo di tamponamento o incidente.

Arrivati nel primo alberghetto, carino ma un po’ macchiato (non chiedetemi di cosa), abbiamo lasciato tutto e siamo scesi per la cena in cerca di qualcosa di tipico. Il piatto fortunato finito nei meandri del nostro stomaco è stato il “Koshari”, un piatto a base di riso, pasta, lenticchie, ceci, uno strato di aglio egiziano, aceto e salsa di pomodoro speziata. Non molto di bell’aspetto ma… non potete andare in Egitto senza provarlo.

Dopo una giornata intera di viaggio, ci siamo presi la nostra bella notte di riposo, e la mattina dopo ci siamo diretti al vero scopo dei nostri sette giorni in Africa: L’Hotel Four Seasons. Siamo stati ospitati da uno dei più famosi hotel del mondo, per creare dei contenuti speciali per la loro pagina.

Ovviamente oltre al favoloso design e ai servizi impeccabili dell’hotel, il video che avremmo dovuto consegnare avrebbe dovuto catturare angoli e momenti speciali del Cairo e dintorni, per cui ci siamo subito mossi per cercare le cose più interessanti da vedere.

Abbiamo iniziato con il Museo Egizio, che ospita la più completa collezione di reperti archeologici dell’Antico Egitto del mondo. Sono talmente tanti gli oggetti in mostra (circa 136.000 senza contare le centinaia di migliaia nei magazzini), che il museo appariva quasi come un deposito, mal organizzato ma che cattura comunque la tua attenzione per il grande fascino e mistero che ne contiene.

La sala che personalmente mi ha più conquistata è stata quella di Tutankhamon, la vera chicca del museo, in cui l’unico neo è di non poter scattare fotografie neanche possedendo il ticket acquistato all’ingresso.

Abbiamo passato i seguenti due giorni a concederci lunghe passeggiate sulle sponde del Nilo, meravigliati dalla sua bellezza, a camminare in lungo e in largo per la città del Cairo (imperdibile il souk Khan el-Khalili, in cui siamo tornati anche l’ultima sera) e a godere dei stupendi servizi che ci offriva l’Hotel, così da poterli catturare con i nostri scatti e viverli per sempre.

Ma la giornata forse più importante è stata quella del 27 Marzo, in cui abbiamo prenotato un tour di otto ore da Get your Guide, un’app che ora come ora davvero ringraziamo per averci fatto vivere le Piramidi di Giza, la sfinge, Saqqara e la sua piramide a gradoni, le scuole di tappeto e il museo del Papiro dagli occhi di un Egiziano innamorato perdutamente della sua terra.

Siamo stati sul cammello che ci ha permesso di fare delle foto e delle riprese stupende, quindi un ringraziamento va anche a lui!

È stato tutto estremamente interessante, abbiamo scoperto 4000 anni di mistero e cultura in sole poche ore.

Guida preparatissima, sincera su quello che secondo lui non valeva la pena vedere e super esaustiva su ogni domanda gli facessimo e ogni dettaglio ci si parasse davanti. Voto? Undici su dieci.

Che dire per ora? Di sicuro non sarà stata la prima ed ultima volta in Egitto, poichè ne siamo rimasti dolcemente meravigliati e ci torneremo senza ombra di dubbio.

Alla prossima avventura!

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